Prima di dedicarmi anima e corpo all'imprenditoria, come un po' tutti, salvo chi ovviamente possiede un'azienda di famiglia, ho mandato tanti curriculum.

In quegli anni ho gravitato anche attorno a società dai fatturati importanti: svariati milioni di euro l'anno, in particolare ne ricordo una di cui non posso fare il nome per ovvie ragioni che lavorava con gli appalti pubblici.

Fermo restando le richieste assurde che null'altro facevano che sottrarre tempo alla parte lavorativa, il modus operandi assomigliava a quello della catena di montaggio. Ritmi stringenti, progetti accavallati e tanta, tanta sporcizia nel codice. Fu proprio questo a farmi decidere di andarmene e valutare altre offerte lavorative. Ricordo di aver aperto codice dove erano necessari giorni solo per capire cosa era delegato a fare cosa. Lo ripeto, pariamo di società dai fatturati milionari!

Nasce spontanea una domanda:

Perché chi scrive codice pulito, di qualità, documentato, fattura un decimo di quello che fatturano queste realtà caotiche?

È una domanda tutt'altro che banale se ci pensiamo un attimo su, perché parte da un assunto illogico... Stiamo sostenendo che chi lavora meglio fattura di meno e chi lavora peggio fattura di più 🤔

Il fatturato ahimé non sempre dipende dalla qualità del lavoro svolto, più spesso dipende da spinte politiche, conoscenze, aiutini e, onore al vero, anche dal brand.
Del resto non sono segrete le denunce della Corte dei Conti e le analisi giornalistiche che parlano del fenomeno diffuso di "spreco di milioni" nell'informatica pubblica italiana.

Non ci sono casi emblematici che riguardano un singolo software, ma un sistema di appalti e inefficienze generalizzato. In primis il mancato riuso del software come fonte di spreco sistematico.

Per anni (e in parte ancora oggi) il problema principale è stato il mancato obbligo di riuso. Ogni ente italiano (Ministeri, Regioni, Comuni, ASL) ha sviluppato internamente o commissionato a fornitori esterni software "su misura" per esigenze spesso identiche o molto simili (es. gestione del protocollo informatico, albi pretori, servizi demografici online).

La Corte dei Conti ha più volte segnalato che questa duplicazione ha portato a sprechi per centinaia di milioni di euro l'anno. Invece di adottare un software già esistente, funzionante e pagato con soldi pubblici, si preferiva rifare tutto da capo, pagando nuovamente lo sviluppo, la manutenzione e le licenze.

Detto ciò anche un bambino avrebbe scaltrezza a sufficienza per ritenere che dietro a questo spreco di soldi ci siano i soliti "favori tra compari" altrimenti non si spiegherebbe come possano credere di spendere "20000 dollari per un martello e 30000 dollari per un copriwater", come recitava il padre di David Levinson in Independence Day.

Prezzi gonfiati per un lavoro che se affidato a società estranee all'ambiente costerebbe probabilmente un decimo, forse anche meno.

Ma torniamo a noi poveri mortali.

Mi conviene scrivere immondizia velocemente oppure andare sulla qualità del codice impiegando più tempo?

Bah, io sono dell'opinione che scrivere codice di qualità alla lunga paghi di più. Scrivere roba di fretta che manchi di struttura, di eleganza stilistica, e di organizzazione può diventare difficilmente manutenibile o addirittura arrivare ad un punto di rottura, dove l'intero sistema mal organizzato può creare danni economici dovuto a sospensioni di servizio.

Non ricordate forse il periodo del Covid quando il sito dell'INPS - per qualche connessione in più - smise totalmente di funzionare? Ci prese per i fondelli addirittura PornHub... "Se volete vi prestiamo i nostri server".

Ho lavorato e devo ancora terminare il progetto Yooth. L'abbiamo testato con 2 milioni e mezzo di connessioni in 5 minuti... Non ha fatto una piega. Come si spiega che un aumento di traffico anche nell'ordine di poche decine di migliaia di connessioni simultanee abbia raso al suolo il portale INPS?

A nessuno viene in mente che forse c'è un problema alla base?

Io sono per la qualità

Secondo me la qualità sul lungo periodo ripaga. Se consegni un sistema facilmente manutenibile, un qualcosa che se il cliente ti chiama per integrare una nuova funzionalità riesci a tirargliela su in una o due giornate di lavoro se roba complessa o addirittura in qualche ora se roba semplice, che non lo lascerà mai a piedi, che non gli darà problemi, quel cliente non ti abbandonerà mai ed anzi sarà la tua risorsa passa-parola.

Se ne avrà occasione sarà lieto di condividere il tuo contatto perché sarà certo di fare bella figura.

Per il prezzo... Certamente dipende dalle giornate lavorative.
In Italia un Ingegnere Informatico Senior prende 350 euro + IVA a giornata lavorativa. Sempre in Italia chi sente queste cifre afferma: "350 euro + IVA al giorno? Ma che siamo matti?".

Chiariamo anche questo aspetto.

Qui non stiamo parlando del ragazzetto di 15 anni che scrive codice da 2. Qua si parla di una figura che è in grado di portare a terra qualsiasi progetto gli venga proposto, che conosce le architetture da utilizzare per ogni singolo scenario e che è in grado di orchestrare team di sviluppo perché magari sono 30 anni che si pone continuamente delle sfide puntando l'asticella sempre più in alto.

L'Italia se vogliamo dirla tutta è uno tra i paesi più economici d'Europa su questo aspetto. In Inghilterra la stessa figura viene pagata dalle 500 alle 900 sterline al giorno. In Francia? Da 500 a 900 euro al giorno. Vogliamo andare in Germania? Da 1000 a 1600 euro al giorno e anche di più se il progetto è particolarmente complesso.

Un Junior lo paghi 100 euro al giorno (parliamo sempre di costi lordi) ma probabilmente su progetti complessi farà solo danni o non riuscirà a cavare il ragno dal buco. Probabilmente il progetto potrebbe atterrare con un codice di scarsa qualità dopo un anno e mezzo di lavoro anziché in 3 mesi.

A questo punto dovrebbe essere chiaro lo scenario e cosa conviene fare.
Ma attenzione! Non è mia intenzione screditare il consulente Junior ma è giusto che si faccia le ossa prima di richiedere queste parcelle.

Quelli della mia generazione vengono da un percorso in cui non c'era l'AI e chi pensa che se hai l'AI puoi fare tutto anche se sei un Junior è doppiamente stupido. L'AI torna utile se conosci molto bene l'argomento e ti velocizza nella scrittura del codice ma non sostituisce ragionamenti basati sulla conoscenza di infrastrutture e di best practice. Sostituire la conoscenza di un consulente Senior con l'AI può comportare danni irreparabili perché non basta dire all'AI: "Per fare questa cosa che mi conviene attivare su Google Cloud?". L'AI probabilmente risponderà con il contesto più logico ma che potrebbe non adattarsi affatto allo scenario generando costi esorbitanti per l'azienda cliente. E quando il cliente vede arrivarsi una fattura da Google di 300.000 euro (ci sono stati casi) quando ne avrebbe potuti spendere solo 1.000 se si fosse affidato ad un Consulente preparato, ci sarà poco da fare. Google il servizio l'ha emesso e l'azienda deve pagare.

E qui arriviamo al problema culturale più grande: stiamo crescendo generazioni convinte che la tecnologia sostituisca la competenza. È un errore fatale!

Ecco perché continuo a ritenere che l'Intelligenza Artificiale è un eccellente alleato ma è molto lontana dal sostituire la preparazione e la comprensione del contesto di un umano preparato che può affidarsi oltre che alle conoscenze anche all'intuito.

L'AI sulle nuove generazioni probabilmente creerà dei danni irreparabili. Sostituiranno il gusto di aprire un vocabolario con una domanda a ChatGPT, non assaporeranno più il gusto di leggere un bel libro. In 40 anni ci troveremo con un mondo in cui le decisioni importanti non verranno prese più dagli umani ma da Claude, Gemini, ChatGPT e compagnia cantante. Decisioni asettiche ma sicuramente più sensate, giunti a quel punto, di un'orda di ignoranti come le capre che chiederanno a ChatGPT anche come si fa a dare un bacio ad una ragazza. Salvo che anche questa verrà sostituita da un robot.

Il mio non è astio nei confronti della tecnologia, attenzione! Io adoro la tecnologia, ma il suo uso deve essere etico e consapevole altrimenti l'umanità che dalla notte dei tempi è progredita a ritmi esponenziali si troverà a trovare il suo asintoto orizzontale per poi andare irrimediabilmente in un declino "programmato".