Sempre più spesso si sente di casi di suicidio in giovane età, e questo fenomeno solleva interrogativi profondi sulla salute mentale dei giovani, molti dei quali hanno interrogato l'intelligenza artificiale per cercare risposte e supporto a problemi di vita personale. La crescente accessibilità delle tecnologie digitali ha portato i ragazzi a rivolgersi a chatbot e piattaforme online per esprimere le proprie emozioni e trovare conforto, ma è di fondamentale importanza comprendere i limiti di queste tecnologie che nell'ambito delle emozioni probabilmente non potranno mai sostituire un essere umano.
Intelligenza artificiale e emozioni umane
Il film "Io Robot" in cui recita Will Smith offre uno spunto interessante per riflettere su come l'intelligenza artificiale possa interagire con le emozioni umane. Will Smith racconta di un incidente che coinvolgeva lui e una bambina, e il robot salvò lui perché aveva la maggior probabilità di sopravvivere, ignorando il valore intrinseco della vita umana e di quanto importante sia la tutela della vita di un bambino rispetto a quella di un adulto.

Questo esempio mette in evidenza il dilemma etico che circonda l'uso dell'intelligenza artificiale nelle decisioni critiche, sottolineando la necessità di un approccio umano e compassionevole. La capacità di un algoritmo di analizzare dati e fare previsioni non può sostituire la sensibilità e l'intuizione umana, che sono fondamentali quando si tratta di prendere decisioni che influenzano il benessere delle persone.
Limiti dell'AI nei consigli personali
Eppure sempre più giovani chiedono consigli all'AI anche su temi personali, ritenendo che dietro lo schermo si celi un essere superiore in grado di rispondere a qualsiasi domanda con oggettività. Ma l'oggettività non è sempre frutto di una comprensione dei dati presentati, l'oggettività, quella umana, è il frutto di esperienze, emozioni e valori che non possono essere codificati in un algoritmo. È fondamentale riconoscere che le decisioni più significative nella vita richiedono una comprensione profonda delle sfumature umane, qualcosa che l'intelligenza artificiale, per quanto avanzata possa essere, non può certo replicare.
Ruolo dei genitori e prevenzione
La colpa di questi casi di suicidio però non è dell'intelligenza artificiale a mio avviso, ma forse di una mancata attenzione da parte dei genitori nel comprendere per tempo qualcosa che non andava nel proprio figlio. Spesso, i segnali di disagio emotivo possono essere sottili e facilmente trascurati, ma è essenziale che i genitori siano attenti e presenti nella vita dei loro figli e neghino l'accesso a tecnologie che richiedono maturità e un minimo di conoscenza tecnica dei limiti e dei rischi ad essi associati.
Importanza delle relazioni interpersonali
Io resto sempre dell'idea che a 12 anni un bambino non debba stare tutto il giorno al computer. Deve uscire, socializzare con altri bambini e costruire relazioni interpersonali sane. La crescita emotiva e sociale avviene attraverso esperienze dirette, non virtuali. In questo contesto, è fondamentale promuovere un equilibrio tra il tempo trascorso online e le interazioni nel mondo reale, facendo comprendere al proprio figlio che il mondo reale è quello dove si svolge la vera vita, e che per riuscire nella vita è necessario sviluppare competenze relazionali e comunicative.
Educazione digitale e mentalità critica
L'intelligenza artificiale è una tecnologia straordinaria, ma se non si conosce, il rischio è quello di affidarsi ad essa per qualsiasi cosa, trasformando le persone delle generazioni a venire in amebe senza capacità critiche e senza la voglia di esplorare il mondo che li circonda o la capacità di risolvere problemi in autonomia.

È quindi essenziale educare i bambini guidandoli all'utilizzo della tecnologia in modo responsabile e consapevole, prediligendo il mondo reale e la vita reale. È necessario fargli comprendere che la tecnologia è solo uno strumento che deve piegarsi al volere dell'uomo e non il contrario. In questo modo, si favorirà lo sviluppo di una mentalità critica e creativa, capace di affrontare le sfide del futuro senza perdere di vista l'importanza delle relazioni umane e dell'esperienza diretta. Solo in questo modo avremo persone più capaci ed efficienti, e meno morti.