Ho visto troppe aziende che entrano nell'Internet of Things con l'approccio "compriamo il sensore e vedremo". Acquistano una scatola nera, la montano sulla linea di produzione o sul motore, collegano un Wi-Fi instabile e aspettano la magia. Dopo tre mesi, hanno uno schermo pieno di grafiche colorate ma zero decisioni operative prese su quei dati. È la differenza tra possedere un'auto sportiva e saperla guidare in pista: senza qualcuno che ti spieghi dove frenare e dove accelerare, stai solo consumando benzina.
La consulenza IoT non è una semplice installazione hardware o l'acquisto di licenze software. È il processo ingegneristico per trasformare dati grezzi in vantaggio competitivo. Un consulente serio parte sempre da un problema concreto, non da una soluzione tecnologica preconfezionata. In Italia, i colli di bottiglia industriali hanno caratteristiche molto specifiche: macchinari datati che non parlano protocolli moderni, reparti produzione e manutenzione che lavorano in silos separati, e una pressione competitiva che non lascia spazio a errori costosi.
Mappare il TCO (Total Cost of Ownership) è la parte più trascurata di questo processo. La maggior parte delle stime si ferma al costo del sensore e della connettività . Ma dove sono i costi per l'integrazione con il MES esistente? E per la formazione degli operatori che dovranno leggere questi dati quotidianamente? Quanto incide la cybersecurity su un'infrastruttura IT/OT ibrida? Senza una mappatura accurata, il ROI atteso è solo un numero sulla carta.
Il mio lavoro, quando intervengo in azienda, inizia sempre con una settimana di osservazione sul campo. Passo le ore a parlare con gli operatori, a guardare come si gestiscono i guasti, a capire dove si perdono minuti preziosi ogni turno. Solo allora si può decidere quali parametri monitorare davvero. Non tutti i dati sono utili. Anzi, troppi dati senza contesto diventano rumore che ostacola invece di aiutare.
La strategia vincente nasce dall'intersezione tra conoscenza del processo industriale e competenza tecnologica. È qui che la consulenza fa la differenza: non vendiamo tecnologia, vendiamo chiarezza operativa. E in un mercato come quello italiano, dove i margini sono sottile e le finestre di opportunità si chiudono in fretta, questa chiarezza vale più di qualsiasi sensore al mondo.
Ottimizzazione dei processi: manutenzione predittiva e efficienza energetica
Il portfolio comprende un modello per monitoraggio industriale IoT e un case per Raspberry Pi Zero 2W con relay. Sono riferimenti di modellazione fisica: integrare sensori, comunicazioni e software richiede requisiti e verifiche propri.
Senior full-stack web engineer, con oltre 20 anni di esperienza in architetture cloud, AI e piattaforme SaaS; fondatore di RENOR & Partners e socio di Mensa Italia. È laureato in Ingegneria Informatica e dell’Automazione (indirizzo Sistemi di elaborazione e controllo) e Ingegneria del Suono e ha conseguito la Laurea Magistrale in Pianoforte. Ha curato ideazione, architettura, sviluppo e gestione di RunAI e TalentFlow. Ha contribuito allo sviluppo web del progetto FNS: il suo contributo è riconosciuto nei ringraziamenti dell’articolo pubblicato su Scientific Reports nel 2021. Il suo percorso comprende collaborazioni con INFN – Laboratori Nazionali di Frascati e progetti con Tor Vergata e istituti di ricerca di Madrid.